1. Corna

 

A differenza delle corna cave e permanenti degli altri ruminanti, quelle dei cervidi sono piene e costituite di tessuto osseo.

 Con l'eccezione della renna, sono presenti solo nel maschio e la loro crescita è regolata dagli ormoni sessuali maschili.

Si sviluppano dalle ossa frontali del cranio e sono ricoperte da un sottile strato di cute altamente vascolarizzata, detta velluto.

Ogni anno le corna cadono e ricrescono nell'arco di pochi mesi. Una volta completata la crescita, la circolazione sanguigna all'interno delle corna viene interrotta per obliterazione dei vasi sanguigni e la pelle morta viene eliminata attivamente dagli animali stessi, che strofinano i palchi contro gli alberi come ulteriore sistema di marcatura del territorio. Le corna vengono generalmente esibite come segno di minaccia, nonché utilizzate nei combattimenti fra maschi rivali.

Benché solitamente il combattimento sia ritualizzato e non cruento, a volte i maschi delle specie di taglia maggiore restano incastrati con le corna e finiscono per morire di fame e sfinimento. I palchi degli alci raggiungono un'ampiezza di 1,8 m e un peso di 20 kg; quelli dei daini del genere Megaloceros, oggi estinti, superavano i 3 m. All'interno di una singola specie le dimensioni dei palchi possono variare da una popolazione all'altra, a seconda della quantità e della qualità del cibo disponibile. In zone sovrappopolate, dove la vegetazione è sottoposta a un intenso prelievo da parte degli erbivori, i cervidi sviluppano generalmente palchi di piccole dimensioni.

 

     2. COMPORTAMENTO

 

Molte specie di cervidi si riuniscono in gruppi familiari intorno alla femmina, mentre il maschio adulto diventa spesso solitario; altre, come il mosco e il cervo acquatico cinese, vivono soprattutto in coppie.

Il cervo rosso o cervo nobile e gli altri membri del genere Cervus, gregari, si riuniscono in branchi di varie dimensioni, guidati da una femmina adulta. I caribù e le renne migrano spostandosi in branchi di migliaia di individui, tra le foreste e la tundra.

I cervidi si nutrono di ramoscelli, foglie, corteccia, licheni e germogli, come pure di erba e di altre piante, generalmente al crepuscolo. La femmina partorisce al più una volta all'anno, uno o due cerbiatti. La gestazione dura dai 160 giorni del mosco ai 10 mesi dei caprioli (genere Capreolus): nel caso dei caprioli la lunga gestazione è determinata da un ritardo nell'impianto dell'uovo fecondato nell'utero. I cerbiatti sono tenuti nascosti nella boscaglia, mimetizzati dal loro mantello maculato.

Cervidi

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